sabato 12 luglio 2008

Bye Bye Indymac

Un paio di giorni fa ho illustrato la terribile condizione in cui versava l'Indymac il più grande emettitore di mutui indipendente degli Stati Uniti. Essa era specializzata sopratutto negli ALT-A, una tipologia di mutui di qualità intermedia, che al contrario dei subprime non hanno ancora subito una pesante svalutazione come si può notare dall'analisi del pool di mutui ALT-A, WMALT 2007-0C1, della Washigton Mutual fatta nel post precedente.

Ieri sera la Indymac è fallita.

A mercati chiusi sono arrivati gli uomini della FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation), l'ente federale che garantisce il conti correnti dei cittadini americani, vestiti come agenti della CIA e si sono impossessati del controllo dell'stituto.

Avevo detto, come ritenessi stessero cercando di calmare le acque e rimandare il crollo dell'Indymac, a dopo le elezioni di novembre. Il giochino è fallito. La colpa è del senatore Charles Schumer, che il 26 giugno mandò una lettera al FDIC e all'OTS (Office of Thrift Supervision) in cui esprimeva grosse preoccupazioni sullo stato di salute dell'istituto. Negli 11 giorni seguenti si è verificata una frenetica corsa alla banca, 1,3 miliardi di dollari sono stati ritirati dai correntisti spaventati.

Il che spiega come mai la Indymac fosse arrivati ad offrire un tasso di interesse sui depositi del 4,10% un punto e mezzo percentuale superiore alla media. Una mossa dettata dalla disperazione, ma che non è servita.

"L'istituto è fallito a causa di una crisi di liquidità” ha detto il direttore dell'OTS John Reich. “Sebbene l'istituto fosse già in condizioni di grande stress, sono preoccupato dalle interferenze nelle procedure dei regolatori".

Tradotto: "Senatore Schumer come si è permesso di dire la verità e chiedere spiegazioni??? La gente ha scoperto le vere condizioni dell'Indymac ed è scappata a gambe levate."

La gente ha fatto benissimo. L'FDIC garantisce i conti correnti, ma fino ad un cifra di 100000 dollari. Se uno in banca ha depositata una cifra superiore, tutto quello al di sopra dei 100000 dollari semplicemente viene perso (è cosi anche in italia dove la cifra garantità è di circa 100000 euro).

Una cosa che tutta questa faccenda mette chiaramente in luce è che esiste una grandissima paura della verità. Dire la verità sul reparto bancario e sulla situazione delle maggiori banche, scatenerebbe frenetiche corse agli sportelli come nel caso della Northen Rock e della Indymac.

Anche se il fallimento della Indy non è sufficiente a incidere una ferita mortale al bilancio dell'FDIC il colpo è brutale e inaspettato, data la rapidà con cui è arrivato. Ricordo che l'FDIC alcuni mesi fa richiamò buona parte degli ex dipendi dalla meritata pensione in vista di una serie di fallimenti nelle banche di piccole e medie dimensioni.

L'Indymac non è piccola e neppure media. Si tratta della più grande Saving & Loans regolata dall'OTS e la più grande banca ad aver chiuso i battenti dopo la Continental Illinois nel 1984.

L'origine del male che ha corroso la Indy va ricercato nei famosi ALT-A, mutui concessi a destra e a manca a gente che non poteva permetterseli e senza che venisse loro richiesta documentazione sul proprio stato patrimoniale. Inoltre l'Indy era particolarmente esposta sul mercato californiano uno degli stati maggiormente colpiti dall'esplosione della bolla immobiliare.

Non era un film che poteva avere un lieto fine.

Come ho scritto nel post di ieri ci sono altre 2 grandi banche infarcite di mutui ALT-A, la Wachovia e la Washington Mutual ed entrambe sono a rischio. Come nel caso della Indymac è evidente che nella attuale situazione di mercato non si troverebbe un compratore per nessuna delle 2. L'FDIC non è in grado di affrontare molti fallimenti di grosse banche prima di rimanere in mutande.

Inoltre il fallimento della Indy potrebbe innescare una serie di svalutazioni negli ALT-A, massacrando ulteriormente i bilanci della Wachovia e della WaMu. Se avete un conto corrente in una delle due per una cifra superiore ai 100000 dollari scappate a gambe levate.

Infine, un sentito addio alla Indymac mi sgorga dal cuore. Spero riposi in pace nel cimitero delle banche e le suggerisco di non preoccuparsi della solitudine eterna.

Avrà presto molta compagnia.

venerdì 11 luglio 2008

Dagli scricchiolii alle crepe

Negli ultimi post ho parlato di scricchiolii, indicando un serie di avvenimenti che potrebbbero segnalare la possibiità di un crollo dei mercati. Facendo un giro, sulle news economiche provenienti da diversi paesi del mondo, mi sono reso conto di essermi sbagliato.

Altro che scricchiolii. Ormai siamo arrivati a gigantesce fessure che si aprono minacciose, nel soffito del sistema finanziario internazionale.

Oggi Paulson il ministro delle finanze americano è tornato sulla questione delle 2 GSE Fannie e Freddie dichiarando :

"Oggi il nostro principale obiettivo è il sostegno alla Fannie Mae e alla Freddie Mac nella loro forma attuale e nell'espletamento della loro importante funzione."

"Apprezziamo gli sforzi del congresso per completare una legislazione in grado di aituarci a promuovere la fiducia nelle due agenzie. Manteniamo un dialogo con i regolatori e con le compagnie (Fannie e Freddie). L'OFHEO continuerà a lavorare con le compagnie mentre esse intraprendono tutti i passi necessari che permettano loro di continuare, la loro importante missione pubblica."

Che cavolo sta cercando di dire esattamente Paulson?

Sembra escludere la nazionalizzazione, ma non dice che cavolo intende fare per assicurare l'esistenza delle 2 GSE, ne dove ha intenzione di recuperare i famosi 75 miliardi necessari alla loro ri-capitalizzazione.

Non sembro essere l'unico ad essere rimasto perplesso dalle dichiarazioni del ministro americano. I titoli delle due agenzie sono colati a picco a seguito delle dichiarazioni di Paulson perdendo rispettivamente il 29% la Fannie e il 24% la Freddie.

Per avere una visione più chiara della fiducia del mercato nelle 2 GSE sotto riporto i grafici dell'andamento dei 2 titoli negli ultimi mesi:

Fannie


Freddie


A giudicare dall'andamento del titolo, Fannie e Freddie resteranno in vita, almeno nella forma attuale ancora per poco, che che ne dica Paulson. La precaria situazione dei due giganti dei mutui ha trascinato a fondo le borse di mezzo pianeta come comunica repubblica . Fortuna che è venerdì e non inizio settimana, anche se salvo soprese prevedo un lunedì infuocato in borsa.

Un altra crepa è rappresentata dalla situazione di due grosse banche americane, Wachovia e Washington Mutual (WaMu). La Wachovia ha da qualche giorno cambiato il CEO (l'amministratore delegato) dell'azienda, assegnando, dopo 6 settimane di estenuante ricerca, l'incarico a Robert Steel che ha abbandonato il suo posto come sottosegretario al ministero dell'economia per andare a dirigere l'istituto.

Steel prima di entrare a far parte del governo statunitense, era, come anche il ministro del tesoro Paulson, un pezzo grosso della Goldman Sachs (la maggiore banca di investimento del mondo) e questo ha sollevato un girandola di voci su una prossima acquisizione della Wachovia da parte della Goldman.

Il mio commento è: ma chi glielo fa fare!

Infatti Larry Smith, il CEO temporaneo della banca (quello che Steel sostituirà) ha dichiarato che la Wachovia ha intenzione di rimanere indipendente, come a dire che nessuno è così fesso da comprarsela. La banca ha dovuto mettere da parte 4,2 miliardi in previsione di future perdite derivanti dal mercato dei mutui, il che ha fatto rivedere le stime delle perdite del secondo quarto al rialzo da 2,6 miliardi a 2,8 miliardi.

Una altra banca in pessime acque e la WaMu. Il titolo è sceso da un massimo di 43 dollari a Gennaio del 2007 agli attuali 5,30 dollari. Oltre ad un susseguirsi di cambi ai vertici dei settori strategici dell'azienda, la WaMu ha ridotto all'osso i mutui che concende scoprendo improvvisamente, tecniche segrete e dimenticate, come chiedere la busta paga a chi vuole farsi concedere un mutuo e controllarne la solvibilità.

Mish Shedlock, da un anno sul suo blog segue l'andameno di un pool di mutui ATL-A (sono i mutui di categoria intermedia tra i subprime ed i prime) della WaMu. Le prime 5 tranche del pool dalla A1 alla A5 sono classificate con un rating AAA (il più alto possibile per un prodotto finanziario). Esse costituiscono il 91,7% dell'ammontare del pool con un valore di 476,069 milioni di dollari contro un valore totale di 519,159 milioni di dollari.

Il bello è che scartabellando tra i dati del pool uno scopre che il 10.48% dei mutui sono REO, cioè la banca si è ripresa la casa, mentre nel 32.69% dei casi chi paga il mutuo è in ritardo di 60 giorni sul versamento delle rate. Sono dati devastanti, eppure il 91,7% del pool è ancora classificato AAA.

Agenzieeee di ratiiiing.....iuh uuuh!

Il pool in questione (per la precisione è il WMALT 2007-0C1) è un indicatore della situazione dei mutui della WaMu e nel corso dell'ultimo anno non ha fatto che peggiorare.

La traballante situazione della Wachovia e della Wamu si va ad aggiungere a quella terrificante della Lehman lasciandoci con 3 banche che sono troppo grandi per poter essere lasciate fallire. Fin'ora la strategia della Fed è stata di far acquistare le banche in fallimento da soggetti bancari più grandi e solidi come nel caso della Bear Sterns e della Countrywide.

Voglio proprio vedere dove andrà a trovare Bernanke un compratore per una delle 3 suddette banche.

E adesso abbandoniamo le banche al loro destino e facciamo un giretto per il mondo.

L'Italia sta implodendo!

Forse pochi se ne sono accorti realmente, ma l'economia italiana si sta squagliando come neve al sole. L'inflazione è a livelli che non si vedevano da tempo, gli stipendi non han fatto altro che calare da parecchi anni, dato che tutti i problemi di competitività e produttività sono stati scaricati sulle spalle dei lavoratori, sopratutto quelli giovani. Le industrie sono rimaste arretrate ed obsolete ed incapaci di concorrere sul mercato internazionale.

Il panorama industriale italiano avrebbe bisogno di una moneta debole per incentivare l'esportazione, invece è ancorato all'euro da cui però anche volendo, non si può uscire perchè al momento è l'unico riparo che abbiamo da un inflazione terribile che in metà del mondo corre a due cifre e dall'esplosione del debito pubblico che si avrebbe con un ritorno alla lira.

Morti dentro e morti fuori dall'Europa.

Dopo decenni di bastonamento e riduzione dei salari indovinate un pò. La gente ha smesso di spendere, perchè improvvisamente quel poco di margine che aveva a disposizione viene divorato dai rincari del greggio, del cibo e delle materie prime. Per questo come ho detto diverse volte, dobbiamo ringraziare i grossi soggetti finanziari che speculano sulle materie prime (senza che nessuno faccia nulla per impedirglielo) per rifarsi delle perdite derivanti dall'attuale crisi finanziaria.

Niente esportazioni e bassi consumi interni. Scacco matto!

La conseguenza dell'abbassarsi dei consumi è una riduzione della produzione, la chiusura di molte attività commerciali, specialmente quelle piccole e medie che si ritrovano con l'acqua alla gola, e un aumento spaventoso della disoccupazione.

Il mercato dell'auto è crollato del 20% a Giugno, la fiat ha già annunciato la cassa integrazione per 14000 dipendenti, in autunno. La telecom licenzierà probabilmente metà della sua forza lavoro (circa 30000 dipendenti) per cercare di ridurre le spese e ripianare i debiti contratti grazie alla banda di manigoldi che l'hanno gestita dalla privatizzazione in avanti. L'alitalia è fallita e si parla di 6-8000 mila licenziamenti (so io dove gliela metterei la cordata italiana al presidente del consiglio) e queste sono solo alcune delle industrie maggiori che ci restano/restavano.

Ma i banchieri centrali continuano nonostante tutto a mettere in guarda da possibili aumenti degli stipendi che potrebbero innescare un spirale prezzi-stipendi come durante la stagflazione degli anni 70.

Devo fare un gigantesco sforzo per cercare di non essere volgare....Ma dove cazzo la vedono questi buffoni la possibilità di uno scenario del genere????????? (e non sono stato volgare)

Aumenta la disoccupazione, cioè l'offerta di lavoratori, cala la produzione e gli stipendi dovrebbero aumentare???

In base a quale magia???

Se vi preoccupaste di stroncare la speculazione sul mercato dei future e la finiste di fornire continuamente le banche di denaro non ci sarebbe nessun aumento dei prezzi e questa crisi si rivelerebbe per quello che è, una crisi deflattiva, in cui tutto lo pseudo denaro creato durante il boom della finanza strutturata è evaporato lasciando crateri nei bilanci delle banche e dei fondi di investimento.

Mi sbilancio a fare una previsione, che i miei amici, cioè la metà dei lettori del blog, conosce bene.

Entro il dicembre del 2010 questo paese salterà economicamente per aria. Dichiarerà fallimento, con tutte le terribili conseguenze del caso.

Ma non lasciatevi andare allo sconforto. Gioite! Non siamo soli nella disgrazia.

La Spagna sta implodendo anche più velocemente dell'Italia. Questo perché le banche spagnole si sono dedicate freneticamente ad imitare le loro colleghe americane nel riconfezionamento e nella rivendita dei mutui. Il mercato dell'auto a Giugno è sceso del 31%, e la produzione industriale è calata del 5,5% nell'ultimo anno. Il tracollo del mercato immobiliare produce 100000 disoccupati ogni mese.

In questo bello scenario il governo Spagnolo dopo aver sondato le condizioni di mercato ha deciso di bloccare l'emissione di una serie di buoni del tesoro con scadenza a 15 anni, affermando che preferiscono aspettare che la situazione sul mercato del credito si stabilizzi (spero abbiano tanta pazienza).

In soldoni gli spagnoli temevano che l'asta per i buoni sarebbe andata deserta o che gli investitori avrebbero richiesto la promessa di rendimenti troppo alti. In entrambi i casi si sarebbe trattato di un esplicito segnale di sofferenza dell'intera economia spagnola, urlato al mondo intero.

Han preferito desistere.

La Standard & Poor's ha rilasciato un avvertimento sulla condizione del settore bancario spagnolo, segnalando il pericolo che "un improvviso deterioramento nelle condizioni economiche" porterebbe a un rapido aumento dei debiti non ripagabili.

La differenza tra i rendimenti dei titoli di stato tedeschi e spagnoli è passata dai 4 punti base dell'anno scorso, ai 27 attuali. Anche se il debito pubblico spagnolo è basso, esistono forti preoccupazioni sull'impatto che un eventuale salvataggio del comparto bancario avrà su esso, ne per altro è chiaro come questo salvataggio potrebbe tecnicamente avvenire dato che la BCE non ha funzioni del genere, al contrario della banca centrale americana e gli aiuti di stato sono proibiti dalla comunità Europea.

La crisi non ha neanche risparmiato i due maggiori paesi dell'unione Europea. La produzione industriale a Maggio è calata del 2,6% in Francia e del 2,4% in Germania. Anche la locomotiva tedesca comincia a perdere colpi.

L'associazione europea aereospaziale e delle industrie legate alla difesa, ha tenuto ieri un incontro con Jean-Claude Trichet, il presidente della BCE, per esprime una profonda preoccupazione riguardo al cambio dell'euro, che viene considerato sopravvalutato del 25% e per chiedergli implicitamente di fare qualcosa a riguardo.

Se pensano di smuovere Trinchet sono degli illusi, non penso che saranno in grado di convincerlo a parole. Potrebbero sempre, mettersi in ginocchio e provare con la tecnica usata in Italia per farsi promuovere ministri. Chissà che non abbia un qualche effetto.

Nel frattempo in Inghilterra sono tornati gli anni 30. Il prezzi delle case hanno riportato il crollo più marcato da quando esistono dati a riguardo, il livello e tale che per trovarne uno simile bisogna tornare al 1931 nel pieno della grande depressione anno in cui la Gran Bretagna abbandonò il gold standard. Da inizio anno a Giungo il prezzo è sceso dell'8,7%. Il professore Goodhart, insegnante alla London School of Economics, ha detto: "La produzione è destinata a precipitare, la disoccupazione a salire, probabilmente in maniera acuta. E' una situazione orribile."

Per una volta l'unione Europea non se la prende con noi, ma con gli inglesi aprendo nei loro confronti una procedura di infrazione accusandoli di non aver neppure provato a tenere il deficit sotto il 3%. Il labour per sua stessa ammissione ha dichiarato che sforerà i limiti quest'anno arrivando a toccare il 3,2% del PIL. Anche Germania e Francia in passato hanno sforato i limiti, ma avendolo fatto durante il picco più basso toccato dell'economia durante lo scoppio della new economy, sono rientrate nella clausola di eccezzionalità evitando sanzioni.

Per l'Inghilterra è diverso. Lo sforamento si è verificato al picco del ciclo quando i ricavi dovuti alle tasse erano al livello massimo. Dal 1999 si è verificato un progressivo deterioramento nel bilancio strutturale, il che pone la Gran Bretagna al di fuori della regola di eccezzionalità.

Se l'Europa piange gli USA non ridono di certo. A Giungo il numero di case messe all'asta a seguito del mancato pagamento del mutuo, sono aumentate del 53% mentre il numero di case tornate di proprietà delle banche è triplicato. Anche in questo caso non si vedeva nulla di simile dalla grande depressione, ha affermato Rick Sharga, vice presidente del marketing a RealtyTrac.

"Avremo un milione di case di proprietà delle banche entro la fine dell'anno" Sharga ha detto in un intervista. "Esse rappresenteranno tra un quarto ed un terzo delle vendite complessive di case."

Per chi ancora sperasse in una ripresa del mercato immobiliare entro breve, riporto le parole di Mark Zandi, economista capo per Moody's Economy.com in West Chester, Pennsylvania:

"La situazione delle aste di case, sta peggiorando, e resterà tale fino alla prossima decade" "il mercato del lavoro viene eroso e i proprietari di casa hanno meno denaro a disposizione. Le banche sono meno disposte a collaborare con te se la tua casa è in negative equity (se il valore effettivo della casa è inferiore all'ammontare del mutuo da pagare), mentre tu sei incentivato a riconsegnare la casa alla banca se ti trovi (economicamente) sott'acqua."

Fondamentalmente in tutto il mondo si stanno verificando gli stessi eventi, con alcune ovvie connotazioni locali. Gli inglesi sono più indebitati degli italiani, gli italiani hanno però un mercato meno dinamico e le grandi industrie decotte, i tedeschi reggono ancora per il momento, mentre la Spagna e gli Stati Uniti si stanno sciogliendo come ghiaccio su un fornello.

Che tu possa vivere in tempi interessanti diceva un saggio cinese e questi sono senz'altro tempi interessantissimi e non voglio neppure provare a parlare di politica internazionale, come di un possibile attacco all'Iran o dell'incontro segreto tenutosi il 13 Marzo al parlamento americano, in cui si mormora siano stati esposti i piani per introdurre la legge marziale in previsione di un tracollo completo dell'economia statunitense.

Ma un pò di noia no?

giovedì 10 luglio 2008

Nefasti scricchiolii 2

La notizia in grado di oscurare completamente la precaria situazione della Indymac è stato l'annuncio della Lehman sulla situazione contabile delle due GSE, Fannie Mae e Freddie Mac. Il compito delle GSE è di fornire un flusso di denaro a tassi contenuti e abbordabili per sottoscrivere dei mutui. In pratica le GSE ricomprano mutui dalle banche. Mutui che dovrebbero essere di una certa qualità, almeno in teoria, ma col passare del tempo il livello di qualità dei mutui accettabili è progressivamente calato.

La nuova direttiva FAS 140 (Federal Accounting Standard) costringerebbe vari istituti a mettere improvvisamente a bilancio tutta una serie di asset che con trucchi vari avevano parcheggiato altrove (in SIV e Conduits) per non macchiare i libri contabili. La Lehman in una nota ha calcolato che ciò costringerebbe le due agenzie a mettere improvvisamente a bilancio più di quattro trilioni di dollari in asset, il che le forzerebbe a ragranellare 75 miliardi di capitale (46 per Fannie e 29 per Freddie) per mantenere un tasso minimo di capitalizzazione.

La prima cosa che viene da verrebbe da dire è: "Ma come diavolo è possibile per qualcuno tenere 4 trilioni di roba fuori dai bilanci?!?!?!?!?!?!?!?!?"

Nel gergo di una qualunque azienda una cosa del genere si chiamerebbe frode, ma nel mondo della finanza è sempre stata una pratica legittima. Almeno lo era finché le cose non hanno cominciato a girare per il verso sbagliato. Magicamente, chi di dovere si è improvvisamente reso conto che forse, poter nascondere debiti e perdite sotto il tappeto fino alla loro inevitabile deflagrazione, rischia solo di creare delle pesanti distorsioni sul mercato e aumenta il pericolo di un tracollo generalizzato.

Meglio tardi che mai.

Piccolo problema....Dove cavolo dovrebbero andare Fannie e Freddie a recuperare 75 miliardi???

Ecco, nessuno conosce la risposta a questa domanda, comprese le due GSE. Il risultato è che il titolo di Fannie ha perso il 16% e quello di Freddie il 18% in seguito al rapporto della Lehman.

Per rispondere alle inquietudini del mercato, James Lockhart, il direttore dell'Office of Federal Housing Enterprise l'ente che gestisce le due GSE se ne uscito dichiarando che Fannie e Freddie sono Adeguatamente capitalizzate:

"Entrambe le compagnie sono adeguatamente capitalizzate, il che rappresenta il nostro criterio di valutazione principale" Lockhart ha detto in un intervista alla CNBC. "Esse sono state molto attive sul mercato dei mutui e continuano ad esserlo. Infatti, il congresso le ha obbligate ad accettare i mutui jumbo ed esse hanno obbedito tranquillamente."

A proposito di CNBC, Jim Cramer un famossisimo ancorman economico che presenta una trasmissione finanziaria proprio sulla CNBC, ha dichiarato tranquillamente che le due GSE sono praticamente cotte e che i regolatori del mercato e i vari analisti dovrebbero stati zitti invece di comunicare le condizioni reali delle due agenzie.

Piano geniale!

L'insignificante problema delle due GSE e che hanno meno dell'uno 1% di capitale rispetto a tutto il credito che hanno emesso. In pratica un perdita dell'1% sugli assets in loro possesso è sufficiente a farle evaporare completamente. Ho gia parlato in passato della situazione di Fannie e Freddie e come previsto finalmente i nodi stanno arrivando al pettine.

Che esse siano praticamente fallite viene ormai ripetuto da molti. Un video su yahoo dal titolo emblematico Siamo tutti proprietari di casa: La Nazionalizzazione di Fannie, Freddie è inevitabile , disegna lo scenario più ovvio. Entrambe dichiareranno bancarotta e saranno nazionalizzate. Il governo degli Stati Uniti si sobbarcherà questa immane spesa. Le due GSE per chi non avesse ben chiari i termini del problema sono più grandi di qualunque cosa. Dieci, venti volte più della maggiore banca del pianeta. Non possono essere lasciate fallire perché trascinerebbero nell'abisso l'intera economia planetaria.

Saranno quindi inevitabilmente salvate. Come dissi nel mio vecchio post durante una nazionalizzazione, il valore delle azioni viene generalmente azzerato. Gli azionisti rischiano quindi di ritrovarsi con un pugno di mosche, il che giustifica la fuga in massa dai titoli delle due agenzie. Il crollo del valore delle azioni contribuisce a ridurre il capitale a disposizione di Fannie e Freddie, aumentandone la sofferenza.

Si accettano scommesse su quanto dureranno ancora. Probabilmente come nel caso della Indymac anche in questo proveranno a tenere in piedi la farsa fin dopo le elezioni. Accollare una tale spesa sui bilanci dello stato in un anno di elezioni, potrebbe compromettere completamente le possibilità di vittoria per il candidato repubblicano alla presidenza.

Bill Poole, un ex governatore della banca centrale americana che annusata l'aria in giro e vista la differenza di vedute che aveva con Bernanke, decise alcuni mesi fa di andarsene in pensione, ha dichiarato senza mezzi termini che Fannie e Freddie sono tecnicamente insolventi:

"Il congresso deve riconoscere che queste agenzie sono insolventi, e permettere ad esse di continuare ad esistere come un bastione privilegiato, finanziato dai contribuenti" Poole, 71, che ha lasciato la Fed a Marzo, ha detto in un intervista.

"Ad un certo momento raggiungeremo un punto di non ritorno, ed il governo sarà costretto a garantire esplicitamente le due GSE, oppure Fannie e Freddie dovranno essere abbandonate a se stesse'' Peter Boockvar, uno stratega economico alla Miller Tabak & Co. di New York, ha detto in un intervista alla Bloomberg Television. "Stiamo raggiungendo il momento in cui una decisione chiara dovrà essere presa da Washington."

"Sono preoccupato per questi istituti" l'ex presidente della Fed di Richmond Alfred Broaddus ha detto. "Sono enormi. Al confronto la questione della Bear Stearns è quasi insignificante. Nello scenario peggiore, non riesco ad immaginare altra soluzione che non sia una estensione di denaro a spese del bilancio nazionale."

Le compagnie hanno 80 miliardi in capitale obbligatorio a supporto di 5,2 trilioni di dollari in mutui.

Tutti sembrano essere concordi sul destino delle GSE. Nazionalizzazione. Quali conseguenze avrà questo sul bilancio degli Stati Uniti e sulla fiducia dei mercati nel comparto finanziario e nel governo americano non oso neppure immaginarlo.

Il livello di follia finanziaria che è stato permesso in questi ultimi 10 anni se contemplato nella sua interezza lascia sgomenti. Le truffe legalizzate finiscono col portare inevitabilmente a scenari fatti di fallimenti a catena e socializzazione delle perdite in cui anche chi non ha speculato paga il prezzo del fallimento degli altri.

Nell'attesa della nazionalizzazione delle GSE, consiglio un interessante articolo di Stiglitz, premio nobel per l'economia, dall'emblematico titolo : La fine del Neo Liberismo?

La mia personale risposta alla domanda implicita nel titolo dell'articolo è: si il Neo Liberismo ha fallito ed è finito.

Qualcuno, per favore, può avvertire della cosa i banchieri centrali?